Il PNRA ha come obiettivo principale quello di condurre ricerca scientifica di eccellenza in ambito antartico razionalizzando e ottimizzando l’utilizzo delle risorse disponibili. Il PNRA, in particolare, favorisce le ricerche da svolgere nelle stazioni Mario Zucchelli e Concordia, quest’ultima installata e gestita in collaborazione con la Francia. Il Programma punta alla partecipazione dei ricercatori e tecnici italiani alle iniziative di grande respiro scientifico e/o di rilevante impegno internazionale e al sostegno delle attività di ricerca promosse e condotte in contesti che prevedano l’utilizzo di piattaforme fisse e mobili anche di altri paesi. La valorizzazione di dati, campioni e reperti raccolti durante le campagne antartiche, e la disseminazione dei risultati raggiunti costituiscono punti fondamentali del programma.

La strategia del Programma nazionale viene definita dalla Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA), insediata presso il MUR. La CSNA definisce per il PNRA un Programma strategico triennale, che viene aggiornato ogni anno.

L’attuale programma triennale 2020-2022, da un lato si pone in continuità con il precedente (2017-2019), adottandone le principali priorità scientifiche e mantenendone gli obiettivi, e dall’altro tende ancor più a favorire lo sviluppo di ricerche innovative e di ampio respiro in contesti di iniziative internazionali, alcune in un orizzonte temporale di lunga portata.

Il piano prevede per l’anno 2020 l’attuazione dei progetti selezionati dagli ultimi Bandi pubblicati dal MUR nel 2018 e nel 2020.

L’esigenza di ridefinire la collocazione e le strategie internazionali del PNRA è evidenziata sia dal nuovo accordo intergovernativo con la Francia (firmato nel 2018) sia dall’istituzione della più grande area marina protetta al mondo nella regione del Mare di Ross. Di conseguenza si prevede di sviluppare maggiori collaborazioni con la tutte le nazioni che già da decenni operano nelle aree di riferimento (USA, NZ e D). In particolare poi con la Corea, che ha recentemente messo in attività la stazione Jang Bogo, a pochi km da quella italiana di Mario Zucchelli, e con la Cina che sta realizzando la sua nuova stazione antartica ad Inexpressible Island, si prevedono strette collaborazioni in ambito scientifico nonché in quello logistico, con le ovvie sinergie che si prospettano per i trasporti marittimi ed aerei in vista dell’ormai imminente completamento della aviosuperficie italiana a Boulder Clay, presso MZS.

Quanto sopra esposto si pone nell’ottica del processo di consolidamento del PNRA, come “eccellenza” scientifica e tecnologica del paese, alla quale concorrono Ministeri, Università, Enti Pubblici di Ricerca e imprenditoria nazionale.

Il programma del triennio 2020-2022 prevede la realizzazione di spedizioni scientifiche in Antartide, con attività da svolgere presso stazioni scientifiche antartiche italiane e straniere e nell’ambito di campagne oceanografiche di tipo fisico-chimico, biologico-ecologico e geologico-geofisico nell’Oceano Meridionale con la nuova Nave da ricerca polare Laura Bassi, recentemente acquisita appositamente dall’OGS. Gli elementi fondamentali, che la CSNA ha utilizzato per le suddette strategie, sono stati diversi. In attesa del nuovo PNR del MIUR, rimangono valide le prospettive presentate per il 2015-2020, le priorità di Horizon Eu 2021-27, la Sustainable Development Goals Agenda 2030, e le priorità individuate dagli organismi di coordinamento scientifico internazionale specifici per l’Antartide e le aree polari in generale. Tra questi ultimi emergono le strategie indicate dallo Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR), tra le quali in particolare rimangono confermate le 6 Linee che precisano le priorità della scienza antartica per i prossimi decenni e oltre:

  • a) Definire l’impatto dell’atmosfera antartica e dell’Oceano Meridionale a scala globale;
  • b) Comprendere come, dove e perché i ghiacci continentali perdono massa;
  • c) Svelare la storia geologica dell’Antartide;
  • d) Comprendere come la vita in Antartide si sia evoluta e preservata;
  • e) Osservare lo Spazio e l’Universo;
  • f) Riconoscere e mitigare l’influenza umana in Antartide.

Il PNRA dovrà infine prendere atto anche della nuova cornice di riferimento EUPolarNet2, che Commissione Europea ha deciso di finanziare come nuova proposta con il focus specifico di creare un “Polar Office” che serva da punto di contatto per le linee di ricerca dei prossimi anni per supporto ad un vero programma di ricerca europeo, a cui si dovranno riferire i programmi nazionali.

A tutto questo si affianca anche il necessario e continuo ammodernamento delle stazioni italiane antartiche, con l’introduzione di tecnologie energetiche rinnovabili (eolico e fotovoltaico), la ristrutturazione degli edifici e dei servizi e l’utilizzo sempre più massiccio di tecnologie innovative per la logistica a supporto della ricerca scientifica di punta.

In previsione infine il fabbisogno finanziario del PNRA per il triennio 2020-2022 è stimato in complessivi 81 milioni di Euro, sulla base ideale di 27 milioni anno.