A fine novembre la Laura Bassi intraprende il suo primo viaggio verso l’Antartide. Partendo dal porto di Lyttelton in Nuova Zelanda fa rotta verso il polo sud, destinazione la base Mario Zucchelli, per portare materiale e carburante. Nel viaggio di ritorno, a metà febbraio, imbarcherà container, elicotteri per la manutenzione e anche rifiuti che non devono essere lasciati nelle distese ghiacciate incontaminate antartiche.

Il viaggio di andata a inizio stagione estiva è in genere quello più difficile, si trova molto ghiaccio marino lungo la rotta che, sebbene la Laura Bassi sia un rompighiaccio, obbliga a rallentare l’andatura e a correggere continuamente la rotta per evitare le zone di ghiaccio più spesso. E la temperatura dell’aria scende sempre più man mano che la rotta si inoltra nel circolo polare antartico, fino a navigare per alcuni tratti anche a temperature di 20° sotto zero.

E come se non bastasse il ghiaccio marino, la Laura Bassi se la deve vedere con le depressioni atmosferiche tipiche dell’Oceano meridionale, con venti di oltre 50 nodi che generano tempeste con onde di oltre 10 metri: questi sono i mari più tempestosi del mondo. D’altronde già i marinai dell’Ottocento, ancor prima delle prime esplorazioni sul continente antartico, avevano battezzato le latitudini Sud con nomi che dicevano tutto sulle difficoltà nell’affrontare quei mari in perenne burrasca: i 40° di latitudine li chiamavano “I ruggenti” e i 50° “Gli urlanti”. E la Laura Bassi fa rotta proprio nel bel mezzo dell’urlo dell’oceano antartico, dove venti e correnti circumpolari non trovano terre emerse che li ostacolino e si rinforzano di continuo sotto un cielo plumbeo e minaccioso.

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MyWay mostra la posizione attuale della nave